Baskettando – Le interviste con i protagonisti di Vergato – N° 1 : Giovanni Formichella

Prima puntata della nuovissima rubrica Baskettando, un servizio a cura di Roberto Giusti dove verranno intervistati settimanalmente atleti, allenatori e dirigenti della Polisportiva Zanni di Vergato. Un servizio nuovo ed inedito per restare sempre connessi e vicino ai ragazzi e per entrare sempre più nel basket vergatese.
In questa prima uscita abbiamo scambiato due parole con un atleta della squadra Under 14 maschile, Giovanni Formichella, che si sta riprendendo da un infortunio e siamo partiti proprio da qui.

Innanzitutto Gio, hai da poco subito un’operazione importante che ti terrà lontano dalla palestra per qualche settimana e ti facciamo i nostri più cari e sinceri auguri di pronta guarigione. Come ti senti ora?
Dopo l’intervento tutti i miei amici e i miei familiari mi chiedono sempre come sto e mi fa molto piacere, mi sento davvero bene sotto questo punto di vista. Riguardo invece l’infortunio, beh quello sicuramente fa male ma non ci penso più di tanto. Verso metà febbraio potrò tornare a correre e a giocare.

E noi ti aspettiamo a braccia aperte. Quest’anno hai già giocato quattro partite in campionato prima dell’intervento, con altrettante vittorie. Cosa pensi di questo grande avvio di stagione degli Under 14?
Sono davvero molto carico. Abbiamo iniziato la stagione al top grazie ai nostri coach e al salto di qualità generale della squadra. Sono arrivati nuovi ragazzi che migliorano di volta in volta, c’è tanto impegno da parte di tutti e siamo una bella squadra. Dispiace per l’ultima partita in cui la squadra ha perso però non ci abbattiamo. All’interno dello spogliatoio siamo tutti molto uniti perché ci conosciamo da quando siam piccoli e abbiamo integrato fin da subito i nuovi arrivati. Loro si sentono molto coinvolti, c’è un feeling speciale, una seconda casa per tutti insomma.

A proposito di stagione nuova, quest’anno avete un nuovo allenatore, Sasha. Le tue prime impressioni riguardo al nuovo coach?
Sasha mi piace molto perché ci ha fatto migliorare sotto molti punti di vista, non solo come squadra ma anche individualmente e psicologicamente. Lui è il primo a scherzare quando si scherza, quando però bisogna lavorare pretende giustamente serietà da parte di tutti. Si vede che lui tiene molto a noi, ci fa capire e imparare dagli errori e credo sia molto bravo tecnicamente.

 

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Il primo obiettivo in assoluto sarebbe quello di vincere il campionato. Successivamente vorrei vincere contro Masi e San Lazzaro (l’intervista è stata fatta prima della vittoria su quest’ultima, n.d.r.) , nostre prossime avversarie e squadre sicuramente molto forti tecnicamente. Vincere per tornare primi insomma. Personalmente voglio inoltre passare la seconda media e un giorno laurearmi. Ora però mi voglio dedicare alla scuola sicuramente e allo sport che amo, il basket. Vivo la vita giorno per giorno.

 

Quando sei in campo, quali sono le primissime sensazioni che provi?
Per come sono fatto io, parto sempre con una leggera ansia. E’ così da quando sono piccolo. Quest’anno ho preso fiducia sia dalle vittorie sia dalla squadra e sono meno ansioso del solito. Io voglio vincere. Voglio divertirmi. Parto sempre con un’idea chiara: “io la voglio vincere questa partita”. Mi piace anche divertirmi con i compagni e magari far divertire il pubblico. La mia mentalità è dare il massimo in campo e, quando sono in panchina, incitare i miei compagni. Noi siamo tutti una squadra, sia i cinque in campo, sia coloro che siedono in panchina.

Descrivi in maniera personale l’importanza di una squadra e di essere squadra.
Innanzitutto non deve esserci nessun giocatore che gioca per conto suo, da solo. Tutti devono essere uniti e giocare per gli altri. La squadra deve avere feeling, ognuno deve conoscersi e imparare a conoscersi. Ci vuole anche un pizzico di bravura e soprattutto di impegno. Se si vuol migliorare, bisogna impegnarsi e fare della fatica, come tutti del resto. Secondo me una squadra dev’essere molto forte dal punto di vista mentale, sia in campo, sia in panchina. Chi non gioca, dev’essere pronto ad entrare in campo e dare il 200%.

Il momento più bello che hai vissuto fino ad ora nella pallacanestro?
Mi ricordo una partita che abbiamo perso di un punto lo scorso anno contro gli Stars. Stavamo perdendo di 20 punti. La ricordo molto bene perché dopo quello svantaggio, tutti hanno iniziato a lottare, a lottare con il cuore, a dare il massimo. Abbiamo iniziato a recuperare tanti punti, arrivando a -2. Purtroppo ci è mancato lo spunto finale per vincere la partita che avremmo meritato. Nonostante la sconfitta, è stato un momento bellissimo, una partita da squadra, una vera squadra.

Quello più triste invece?
Oltre al mio recente infortunio perché non posso giocare, quando si perde rimane sempre tristezza e delusione. Tutte le partite perse giocando male oppure quando litighi con un compagno. In linea di massima direi queste due cose, però non ho un evento triste in particolare.

Ti piacerebbe diventare allenatore un giorno? Se si, perché?
Assolutamente sì perché mi è sempre piaciuto. Faccio basket da quando sono piccolo e mi piacerebbe allenare sempre nuovi bambini e magari farli innamorare di questo sport. Vorrei partire magari dai piccolini fino poi un giorno ad allenare per esempio una Under 18.

Concludiamo l’intervista con una semplice domanda prettamente soggettiva, nella quale non esistono risposte giuste o sbagliate. Cos’è il basket per te?
E’ sicuramente un’esperienza da provare. E’ un gioco in cui puoi fare nuove conoscenze e amicizie, puoi migliorare e migliorarti, diventare magari un giocatore importante. Il presupposto principale è quello di divertirsi con gli amici o con nuove persone. E’ uno sport di squadra, di collaborazione, è un qualcosa di cui ti puoi innamorare. Ci vuole anche una forte mentalità, soprattutto vincente.

Vuoi lasciare un messaggio particolare o una frase a tutti coloro che leggeranno questo articolo?
L’unica cosa che ci tengo a dire è che se vi piace davvero il basket, fatelo assolutamente. Non fate strani pensieri del tipo “Non sarò mai in grado” oppure “Non sono bravo”. Giocate e divertitevi.
Ringraziamo l’atleta Giovanni Formichella per questa discussione creativa e molto interessante. Porgiamo a lui i nostri più sinceri auguri e un grandissimo in bocca al lupo per il rientro in campo e il proseguo della stagione.
Rimanete collegati sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook per i prossimi servizi e per le prossime interviste settimanali e non perdetevi neanche una “chiacchierata” con gli atleti Zanni.

A cura di Roberto Giusti

Un pensiero su “Baskettando – Le interviste con i protagonisti di Vergato – N° 1 : Giovanni Formichella

  1. Intervista molto delicata e intima. Spero che sia di esempio per tutti i ragazzi che fanno sport, onestà ed entusiasmo nello sport come nella vita. Unione e spirito di gruppo.

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